Domande Frequenti
Lo psicologo è per i “matti”?
Ci sono molteplici motivi che spingono una persona a rivolgersi ad un professionista: andare dallo psicologo non implica necessariamente avere una “psicopatologia”! Ognuno di noi ha lati poco chiari o attraversa sfide nella sua quotidianità: comprenderli meglio, però, può aiutare nel raggiungimento dei propri obiettivi e di uno stato di benessere psicologico.


Come funziona un percorso psicologico?
La frequenza degli incontri è generalmente a cadenza settimanale e la durata dei colloqui di circa un’ora.
La frequenza degli incontri è comunque variabile in base alle esigenze e ai bisogni di ogni persona.
Possiamo valutarlo insieme strada facendo.
Ogni incontro è protetto dal segreto professionale che vincola lo psicologo a non divulgare le informazioni apprese durante il colloquio né informare altri circa la prestazioni erogate ( art. 11,12 e 13 del Codice Deontologico degli Psicologi che definisce modalità e limiti del segreto professionale e Art. 622 del C.P.).
La durata di un percorso psicologico è variabile a causa di molteplici fattori:
- tipologia di richiesta
- risorse personali e ambientali
- obiettivi
- gravità della sintomatologia
In ogni caso ognuno è libero di interrompere il proprio percorso in qualsiasi momento, oppure, di prolungarlo in base alle proprie esigenze. Sarà comunque qualcosa su cui rifletteremo insieme.
Quando chiedere un sostegno psicologico
La figura dello psicologo può fornire un sostegno importante in momenti di crisi e difficoltà legati a:
- sensazione generale di malessere
- difficoltà relazionali e interpersonali
- difficoltà legate alla scuola o al lavoro
- difficoltà legate ai cambiamenti di vita
- esperienze stressanti
- conflitti familiari
- problemi legati a ansia/attacchi di panico/umore/alimentazione
Inoltre, il professionista può essere utile anche nell’aiutare la persona a diventare più consapevole di se stessa e degli altri e a comprendersi meglio.
